Tre poesie della raccolta "Profumi d'Estate" hanno ricevuto una menzione speciale al premio internazionale di poesia "David Maria Turoldo" 2010
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Se capissimo di essere sabbia
chiuderemmo bene le finestre e le porte
per non essere dal vento smembrati.
Poi rotoleremmo sulla spiaggia
nei giorni di sole
per rattoppare i buchi del corpo;
confluiremmo felici in ogni recipiente
per rubarne la forma e gli odori.
È infatti alla vita stessa che apparteniamo, nella condivisione con gli altri, nella fragilità della quale talvolta non siamo pienamente consapevoli e alla quale ci richiama la poesia di Menotti Lerro.
La condizione umana è figlia del sogno e dell’infinito, come ci ricorda anche la grande poesia leopardiana; attraversa quindi un percorso dove incontra i piaceri terreni e l’illusione. E anche il mese della piena estate, agosto, diventa il mese nel quale “i morti si illusero d’amore”.
Infatti, anche là dove i versi di Lerro si accostano alla tematica amorosa, non è quasi mai per rivivere la gioia e il piacere dell’incontro, ma per riallacciarsi a una memoria che pare avere inghiottito gli eventi e i personaggi, oppure a ribadire un’incapacità/ impossibilità di scriverne. (dalla prefazione di Luigi Cannillo)